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Nata come colonia greca, fu tra le principali città della Magna Grecia. In epoca moderna è stata per circa sei secoli capitale di uno stato che comprendeva tutta l'Italia meridionale peninsulare e, in alcuni periodi, anche la Sicilia; fu uno dei principali centri del dominio mediterraneo della Corona d'Aragona. Per motivi storici, artistici, politici, ed ambientali fu, dal tardo medioevo fino all'Unità d'Italia, città di primaria importanza in Europa e tra i principali centri di riferimento culturale, al pari delle altre principali capitali del continente. Oggi, con Milano e Roma è tra le più grandi metropoli italiane, conservando ancora la sua storica vocazione di importante centro culturale, scientifico e universitario di livello internazionale. Napoli Penisola Sorrentina
Storia
La città fu probabilmente fondata dagli abitanti della colonia greca di Cuma attorno all'VIII secolo a.C., con il nome di Partenope, sull'attuale Monte Echia. Tale insediamento sarebbe stato successivamente chiamato Palepolis ("città vecchia"), quando la città sarebbe stata rifondata nel V secolo a.C. con il nuovo nome di Néa-pólis, ("città nuova").
Nel 326 a.C., a seguito delle guerre sannitiche, i Romani conquistarono definitivamente la città. Nei secoli seguenti Napoli ospitò molti imperatori romani che trascorsero qui pause di governo. In particolare, nel 476 d.C. l'imperatore Romolo Augustolo fu imprigionato nel Castel dell'Ovo.
Nel 536 Napoli fu conquistata dai Bizantini durante la guerra gotica e rimase saldamente in mano all'Impero anche durante la susseguente invasione longobarda, divenendo in seguito ducato autonomo. La vita del ducato fu caratterizzata da continue guerre, principalmente difensive, contro i potenti principati longobardi vicini ed i saraceni.
Nel 1137 i Normanni conquistarono la città, ponendo fine al ducato e Napoli entrò così a far parte del neonato Regno di Sicilia, con capitale Palermo. Dopo la dominazione sveva, nel 1266 gli Angioini trasferirono la capitale da Palermo a Napoli, decisione che fu tra le cause della rivolta dei Vespri siciliani, al termine della quale la Sicilia passò alla corona d'Aragona con una separazione che provocò di fatto la nascita del Regno di Napoli.
Nel 1442 anche Napoli cadde in mano aragonese diventando una delle città più influenti del dominio Aragonese e ospitando stabilmente, durante il regno di Alfonso il Magnanimo (1442-1458), il re e la corte di questo grande stato mediterraneo. Nel 1501 il Regno di Napoli fu conquistato dagli Spagnoli e, per oltre due secoli, governato da un viceré per conto di Madrid. Nel XVII secolo la città vide la famosa rivolta di Masaniello e la nascita di una effimera repubblica indipendente.
Nel corso della guerra di successione spagnola l'Austria conquistò Napoli (1707) e la tenne fino al 1734, anno in cui il regno ritornò indipendente grazie a Carlo di Borbone. Sotto la dinastia dei Borbone Napoli divenne una delle principali capitali europee.
Con la rivoluzione francese e le guerre napoleoniche, Napoli vide prima la nascita di una repubblica giacobina e poi la conseguente restaurazione borbonica. Nel 1806 fu nuovamente conquistata dalle truppe francesi condotte da Napoleone Bonaparte che affidò il regno a suo fratello Giuseppe e quindi, in seguito, a Gioacchino Murat. Nel 1815 con la definitiva sconfitta di Napoleone e il Congresso di Vienna Napoli ritornò nuovamente ai Borbone.
Nel 1860 il Regno delle Due Sicilie fu conquistato dai Mille di Garibaldi e annesso al Regno d'Italia.
Durante la seconda guerra mondiale Napoli è tra le città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare per i sacrifici della popolazione e per le attività nella lotta partigiana durante la rivolta detta delle Quattro giornate di Napoli.
Luoghi da visitare
Sicuramente uno dei simboli della città sono i suoi castelli: il Castel dell'Ovo che è parte integrante del panorama del Golfo; il Castel Capuano fatto edificare da Guglielmo I il Malo, al termine del Decumano maggiore; il Maschio Angioino o Castel Nuovo che domina il Largo del Castello e la Piazza Municipio; il Castel Sant'Elmo che sovrasta la città dall'alto della collina del Vomero, insieme alla Certosa di San Martino.
Il Castel dell'Ovo è così chiamato perché secondo la leggenda Virgilio vi nascose nelle segrete un uovo che reggeva tutta la struttura dell'edificio, e che nel momento in cui fosse stato rotto avrebbe fatto crollare il castello e portato catastrofi alla città. Esso sorge sull'Isolotto di Megaride, dove nel VII secolo a.C. sbarcarono i Cumani che fondarono Partenope. Vi fu costruita la villa del romano Lucio Licinio Lucullo, fortificata da Valentiniano III e che ospitò il deposto ultimo imperatore romano Romolo Augusto, mortovi poco dopo. Dopo alterne vicende, nel XII secolo fu ricostruito dai Normanni e poi ristrutturato dagli Aragonesi. Attualmente vi si svolgono mostre e convegni e l'ingresso è libero. Il Borgo marinari è un insieme di abitazioni e ristoranti che si sviluppano alla base dell'edificio.
Il Castel Capuano fu costruito nel 1153 da Guglielmo I di Sicilia e, sebbene adibito a reggia fortificata, vide ben poca vita di corte. Infatti l'allora Regno di Sicilia aveva la Capitale a Palermo. Con l'avvento degli Svevi, Federico II soggiornò spesso a Napoli e curò in particolare la fortificazione del Castello strategicamente posizionato sulla principale via d'accesso alla città da terra. Fino all'avvento della dinastia Aragonese, la Porta Capuana era posizionata proprio dinanzi al Castel Capuano. Quella odierna, la rinascimentale, fu fatta edificare poco discosto da Ferrante d'Aragona ad opera di Giuliano da Maiano. Sotto il Viceré spagnolo Don Pedro di Toledo, al Castello furono riuniti i Tribunali del Regno. Per i successivi 500 anni, Castel Capuano è stato sinonimo di Tribunali. Solo da pochi anni è iniziato il trasferimento degli uffici giudiziari nei moderni edifici del Centro direzionale. Sottento Napoli
Il Maschio Angioino, o, più correttamente, Castel Nuovo, fu costruito tra il 1279 e il 1282 da Carlo I d'Angiò ed adibito a palazzo reale sotto la sua dinastia. Al tempo di Roberto d'Angiò vi soggiornarono tra gli altri Petrarca e Boccaccio. Dopo la conquista aragonese, il castello fu completamente rifatto e del vecchio edificio nulla rimane, salvo la Cappella di Santa Barbara. Imponenti le cinque torri di piperno e tufo che delimitano le spesse mura. In senso antiorario, sono: Torre di San Giorgio, Torre di Mezzo, Torre di Guardia, Torre dell'Oro (unica a non esser rivestita di piperno e così denominata perché ospitava il tesoro della Corona aragonese) e Torre del Beverello. L'arco di trionfo in marmo, fra le torri di Mezzo e di Guardia, fu costruito alla metà del '400 da Francesco Laurana e celebra l'entrata di Alfonso I d'Aragona in Napoli il 26 febbraio 1443. Il fossato, oggi prosciugato, avrebbe ospitato secondo una leggenda un coccodrillo che azzannava gli sventurati rinchiusi nelle segrete del Castello, da qui denominate fosse del coccodrillo. La monumentale Sala dei Baroni, che oggi ospita le riunioni del Consiglio comunale, era la sala centrale del castello. Fu così chiamata perché nel 1487 vi furono arrestati i baroni che congiurarono contro Ferrante I d'Aragona, da lui appunto riuniti lì per celebrare le nozze della nipote. Oggi l'edificio ospita il Museo Civico. Nella sua Sala centrale, Pietro da Morrone, salito al Soglio come Celestino V, nel dicembre 1294 - come ricorda Dante - "fece per viltade il gran rifiuto" aprendo la strada all'ascesa di Bonifacio VIII, dopo un Conclave tenutosi nello stesso locale.
Il Castel Sant'Elmo fu edificato sulla cima della collina del Vomero verso il 1275 da Carlo I d'Angiò col nome di Belforte. Completamente ristrutturato tra il 1538 e il 1546 dal viceré Don Pedro de Toledo, assunse l'attuale pianta a stella. Fu teatro delle ultime disperate difese dei patrioti della Repubblica napoletana contro la reazione borbonica nel 1799. Oggi è usato per mostre e convegni internazionali.
Il Palazzo reale è stato fulcro del potere a Napoli dal 1600 al 1946. Edificato per volere del viceré Fernando Ruiz de Castro, fu realizzato da Domenico Fontana e rimaneggiato più volte dai vari sovrani. Le sale sono arredate e affrescate in stili spesso diversi a seconda dei sovrani che vi abitarono. Di particolare magnificenza lo Scalone d'Onore in marmo. Il giardino esotico fu realizzato nel 1841. La facciata fu arricchita alla fine dell'Ottocento dalle grandi statue dei principali esponenti delle dinastie che regnarono sulla città di Napoli: Ruggero il Normanno, Federico II di Svevia, Carlo I d'Angiò, Alfonso I d'Aragona, Carlo V d'Asburgo, Carlo III di Borbone, Gioacchino Murat, Vittorio Emanuele II di Savoia.
La Reggia di Capodimonte fu edificata da Carlo III nel Settecento nella già preesistente riserva di caccia dell'omonima collina. Vi abitarono Ferdinando IV e Gioacchino Murat, e nel 1950 è diventata Museo Nazionale, come previsto originariamente. Nei saloni ospita opere di Michelangelo, Raffaello, Botticelli, Caravaggio e Tiziano nonché un'importante collezione di porcellane. Il vasto bosco che circonda il palazzo è il principale polmone verde della città.
Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, in origine Real Museo Borbonico fu inizialmente previsto a Capodimonte per ospitare la collezione Farnese che Carlo di Borbone aveva ereditato dalla madre. Con la scoperta delle città sepolte dall'eruzione del Vesuvio, Pompei ed Ercolano, la gran copia di reperti rinvenuti indusse il sovrano a creare un Museo di maggior respiro utilizzando l'edificio seicentesco del Largo delle Pigne, già caserma di cavalleria e all'epoca sede dell'Università. I lavori di adattamento si protrassero sino al 1818 e fu quindi Ferdinando I a vederne il completamento. Attualmente contiene un'ampia raccolta di manufatti risalenti all'epoca romana, provenienti dai siti di Pompei ed Ercolano, marmi, mosaici, nonché una delle più importanti raccolte egiziane, comprensiva di alcune delle mummie meglio conservate esistenti. È considerato, per i chiari motivi di cui sopra, il museo archeologico dell'età classica più importante d'Europa.
Il teatro San Carlo, inaugurato il 4 novembre del 1737 è il più antico teatro d'opera attivo oggi in Europa nonchè il più capiente d'Italia (3.000 posti). Per la città fu la cornice della scuola musicale napoletana. Nel 1816 fu restaurato in seguito a un incendio, e l'attuale facciata, la loggia e l'atrio risalgono ad allora. Tra i direttori artistici del teatro si annoverano Gioacchino Rossini e Gaetano Donizetti.
(Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License. Esso utilizza materiale tratto dalla voce di Wikipedia: "Napoli". )
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